Cos’è il “Clean” Beauty

2 Agosto 2021 No Comments

Cos’è il “Clean” Beauty

2 Agosto 2021 No Comments

Continuiamo a sentire e a leggere di make-up e beauty “clean” – pulito.
Ma che cos’è? Quando si dice che un prodotto è “clean”? Il clean beauty, che va a braccetto con altri termini già familiari come organic e green, si riferisce ad una particolare nicchia di prodotti che non si allontana troppo dall’immagine di ciò che dovrebbe essere naturale.

Ma con qualche piccola grande differenza.

Le sostanze inquinanti sono sempre più screditate con il passare degli anni per merito di una maggiore informazione e consapevolezza su quel che riguarda le odierne problematiche ambientali.
Come ti avevo brevemente spiegato nel mio articolo sul Perché scegliere make-up cruelty-free (e vegan) nel 2021, non è il mercato a decidere ciò che si vende, ma è il consumatore a farlo.

Che si tratti di una moda lampo o di una vera rivoluzione, il consumatore sa sempre ciò che vuole. 

Siamo ancora ben lontani dal vedere i glitter come una potenziale minaccia per gli oceani o di ulteriori ban di alcune sostanze ritenute pericolose, ma ci stiamo avvicinando sempre più ad un minimalismo intelligente anche per quel che riguarda i cosmetici e le loro formule.

Le formule, che più minimal sono, e meglio è. 

Il clean beauty vuole la totale esclusione
di sostanze tossiche o presunte tali

Ma non solo. Clean beauty è soprattutto trasparenza.
Trasparenza di etichette: il cliente non vuole semplicemente sapere ciò che acquista sia sostenibile e innocuo, ma vuole accertarsi che lo sia. Questo desiderio deriva da una precedente incompletezza di trasparenza dei termini organic, bio, green ecc., tanto che il cliente comincia a pretendere chiarezza.

Un cosmetico definito green, infatti, poteva contenere sostanze non meglio specificate o fragranze non dichiarate come sintetiche e delle quali il consumatore non poteva accertarsi.

Molti brand non erano e non sono mai stati interessati a muoversi in una direzione più sostenibile, ma solo a conquistare una fetta di mercato sempre più in crescita senza realmente muoversi in una direzione più ecologica. E così ebbe inizio quel che oggi viene definito greenwashing.

Il greenwashing

Il fenomeno che ha preso piede durante gli ultimi anni è chiamato greenwashing – letteralmente lavaggio verde – in virtù delle molte etichette verdi apparse sugli scaffali di tutte le industrie: da quelle alimentari a quelle di abbigliamento.
Ma le etichette green servono davvero all’ambiente? Servono, ma quando c’è un reale interesse da parte dell’azienda nel rendersi più sostenibile, non solo nelle formule ma nella produzione.

Altre aziende invece, hanno capito che l’etichetta serve più all’inconscio del cliente.
Il cliente che legge “green” viene accontentato e acquista senza sapere ciò che acquista: è più propenso a fidarsi e ad abbandonarsi allo shopping.
Quell’etichetta, è in realtà, più che un reale impegno, un conforto al cliente.

Ma come dev’essere un prodotto perché sia “clean”?

In breve, perché un prodotto sia definito clean, non deve contenere ingredienti chimici sintetici come parabeni, solfati, ftalati, SLS, SLES, formaldeide, oli minerali, siliconi, coloranti e fragranze artificiali, schermi solari chimici, tutte sostanze ritenute potenzialmente dannose per l’uomo e per l’ambiente.

Ma perché sia davvero clean, un prodotto deve essere anche cruelty-free e presentare un packaging sostenibile.

Alcuni esempi di brand “clean” che sono anche cruelty-free: Youth To The People, REN Clean Skincare, Biossance, Drunk Elephant, Milk Makeup

Come iniziare

Diffidate da chi vi dice di eliminare i cosmetici aperti da oltre un anno perché non più performanti, è vero che gli ingredienti attivi hanno una scadenza oltre la quale “non funzionano più”, ma le sostanze contenute nei vostri prodotti di bellezza hanno un impatto ambientale se dispersi nell’ambiente. Si può riciclare il prodotto trovandogli un uso alternativo: per esempio un olio minerale con fragranza chimica potrebbe diventare un diffusore per ambienti, una crema viso con siliconi potrebbe diventare una fantastica crema per i vostri piedi, e così via.

Sarebbe piuttosto paradossale optare per il clean beauty come scelta sostenibile e poi disperdere le sostanze chimiche dei vostri vecchi cosmetici.

Il potenziale del clean beauty

Sul clean beauty mi dico ottimista: la nascita di questa nicchia di prodotti sempre più in crescita ci dà un assaggio di quel che sarà acquistare nei prossimi anni, cioè quello di conoscere realmente ciò che mettiamo nei carrelli di tutto il mondo, finalmente, senza dubbi e senza misteri.

 

foto originale di Birgith Roosipuu

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