Nabla Skin Realist

21 Giugno 2021 No Comments

Nabla Skin Realist

21 Giugno 2021 No Comments

Nonostante siano già passati ben due anni dal lancio del primo fondotinta di Nabla, il tempo sembra essere volato.
Le spiegazioni possibili a questo fenomeno, a scelta del lettore, potrebbero essere due:
la prima, è che gli ultimi due anni sono stati a dir poco folli ed il tempo sembra essersi fermato per tutti, appunto, al 2019.
La seconda spiegazione, più romantica, è che il Close-Up è un fondotinta talmente ben fatto, che non può ancora definirsi vecchio o superato.

Due anni solari sono pochi per etichettare un prodotto come “vecchio”, è vero, ma nel mondo beauty il tempo scorre più velocemente del normale. Il mondo beauty è un mondo in cui decine (centinaia?) di nuovi mascara vengono lanciati sul mercato ogni mese. Riuscite ad immaginare quanto veloce sia questo mercato?

Ecco perché il Close-Up, che ancora dopo due anni dal suo lancio sembra un prodotto relativamente nuovo, merita una menzione d’onore. Anche qui, in un post dedicato al suo nuovo parente ibrido: lo Skin Realist.

Leggi la mia recensione sul Close-Up Foundation qui.

Lo Skin Realist è un fondotinta, un trattamento o entrambi?
Lo Skin Realist è per definizione un prodotto ibrido. Ibrido vuol dire “generato dall’incrocio di due organismi”; nel caso dello Skin Realist, la formula nasce dall’incontro tra due tipologie di prodotto: una crema e un fondotinta.

Packaging

Quel che ho notato da questa nuova aggiunta nello schema di design di Nabla, è che prende le distanze dalla linea Close-Up dal packaging più lineare.

Per lo Skin Realist invece, è stato scelto uno stile luxury, più adulto nel design: flacone cilindrico in plastica dura trasparente con tappo magnetico oro, erogatore interno in lilla e dettagli oro.
Nell’insieme, si presenta pienamente come un prodotto di lusso dall’estetica un po’ tropicale con decorazioni in stile Art Nouveau.

Gli manca solo un punto per rientrare a pieno titolo nella categoria luxury, anzi due: il flacone in vetro (guadagnerebbe 100 punti), e il prezzo. Lo Skin Realist infatti mantiene un prezzo moderato di trenta euro per 48 ml di prodotto, ben lontano dai 40 in su di un fondotinta di categoria luxury.

Questo prodotto avrebbe il potenziale per aprire le danze ad una nuova linea, più matura ed elegante, rivolta ad un pubblico non solo attento alla performance fine a sé stessa, ma all’ottenere qualcosa di più da un singolo cosmetico. Ma queste, sono solo previsioni e supposizioni di un’appassionata del brand.

Applicazione e Formula

L’applicazione risulta piacevole e molto semplificata dalla texture e dalla presenza di diversi ingredienti attivi nella formula che promuovono la sintesi di collagene* e di elastina anche mentre lo si indossa. In aggiunta, è completamente vegan e come sappiamo, Nabla Cosmetics è una grande referenza del make-up cruelty-free.

*skin fact: sapevi che a partire dai vent’anni, produciamo l’1% di collagene in meno, ogni anno?

Ho testato l’applicazione con pennello (Zoeva 104 Buffer), beauty sponge sia asciutta che bagnata (Real Techniques) che con le mani, l’applicazione vincente per me è quella con le mani.

Presumo che il calore delle mani e la possibilità di massaggiare il prodotto direttamente sulla pelle del viso, aiutino la formula ad attivarsi e a penetrare in modo ottimale.
Al tatto, il fondotinta risulta molto morbido: si intuisce fin da subito che si tratta di un prodotto ricco di ingredienti attivi.

Durante l’applicazione, procedo zona per zona evitando che il prodotto si accumuli in eccesso su una zona marginale del viso: prima una guancia, poi l’altra sfumando verso il naso, infine fronte, tempie, mento e collo.

Dona un meraviglioso effetto disteso, rimpolpato e luminoso.

Coprenza e tonalità

La coprenza non è affatto bassa, anzi, piuttosto modulabile. Un velo di fondotinta uniforma senza coprire, mentre con due pump si ottiene una coprenza medio-alta.

Concludo con un punto debole del prodotto: la gamma di tonalità ed il modo in cui sono state gestite.
Lo Skin Realist viene proposto in sole 7 tonalità. Sette tonalità che sarebbero risultate sufficienti se la coprenza fosse stata più bassa, ma il divario di tonalità, tra l’una l’altra, mi lascia intendere che ci sarebbe stato spazio per qualche tonalità in aggiunta. Non dico che sia così coprente da mostrare una netta differenza tra una tonalità, la successiva e quella che precede, ma sarebbe stato sufficiente abbassare di poco la coprenza del prodotto per soddisfare, con il minimo sforzo, una più ampia gamma di carnagioni.

Quella che ho scelto per me è la 2 Light. Al momento di scegliere una tonalità, nessuna delle due modelle “light” mi ha davvero convinta che quella fosse la colorazione adatta a me, così ho deciso di fidarmi dell’intuito.
Il colore mi è parso molto giallo rispetto a cosa mi aspettavo dalla seconda tonalità in gamma, mentre il tono era giusto. Niente di controproducente in quanto il prodotto si fonde bene nella pelle e perde molto della sua componente gialla, uniformandosi al mio incarnato.

In conclusione, questo è un fondotinta che riesce a soddisfare tutti e lascia scontenti pochi: chi è sempre di fretta troverà la sua applicazione estremamente facile e veloce, chi vuole ottenere il massimo dalla propria skincare godrà dei benefici di un fondotinta-trattamento ricco di ingredienti attivi e ancora, chi non indossa il fondotinta per timore di segnarsi, troverà il finish di questo prodotto sorprendentemente diverso dagli altri.

Cosa ne pensi dei prodotti ibridi? Pensi che possano essere il futuro del make-up?

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